Le comete di Pierre Bayle

Il Seicento. Il Grand Siècle. La temperie culturale è vivacissima. Baruch Spinoza suscita scandalo e infinite polemiche con la pubblicazione delle sue opere, il Tractatus Theologico-Politicus, l’Ethica more geometrico demonstrata; la legge di gravitazione universale di Isaac Newton spalanca nuovi orizzonti alla scienza; lo stesso Newton e Leibniz giungono, ciascuno per proprio conto (disputandosene poi a muso duro la paternità) alla scoperta del calcolo infinitesimale.

L’umanità si schiude alla modernità così come noi la conosciamo.
In questo secolo di giganti, un brillante erudito francese, che la storia del pensiero ha colpevolmente lasciato in ombra, offre il suo contributo all’edificazione di una razionalità finalmente adulta, che basta a se stessa, libera da superstizioni, credenze, miraggi alchemici, illusioni fideistiche. E traccia la rivoluzionaria figura dell’ateo virtuoso, dell’uomo (e perché no del genere umano tutto) che può essere buono, e condursi secondo principi di onestà e di rispetto di sé e degli altri, semplicemente seguendo il proprio buon senso ed evitando degradanti sudditanze verso qualsivoglia divinità.
 
Lo fa in un’opera allo stesso tempo polemica e divulgativa, i Pensieri sulla cometa, riflessione sincera e appassionata sulle reazioni di terrore scatenate dall’avvistamento di una cometa, dai più considerata presagio di imminenti sventure. Un saggio sui generis, coinvolgente come un romanzo. Agile da leggere, istruttivo; in più di un momento perfino divertente. Se la filosofia, oltre ad attrarvi, vi spaventa, provate a rompere il ghiaccio con Pierre Bayle.

Pubblicato da

ilconsigliereletterario

Non c'è molto da dire, in realtà, se non che sopra ogni altra cosa amo leggere e scrivere. Ben più di quel che potrei dire di me lo dicono (peraltro decisamente meglio) i libri che ho letto, e di cui parlo nel blog. E qualche altra cosa la aggiungono i libri che ho scritto, "Quella solitudine immensa d'amarti solo io", pubblicato da Priamo e Meligrana Editore nel gennaio del 2013 (nel caso vi interessasse, lo trovate in tutti gli store, da Feltrinelli.it a Sanpaolostore.it). Da ottobre 2013 il libro è stato pubblicato anche in versione cartacea e di recente ne è stata fatta la prima ristampa; lo trovate in libreria, oppure potete ordinarlo su Amazon, Ibs o sul sito dell'editore: www.meligranaeditore.com; e "La logica del mammifero (storia di una madre)", uscito il 2 dicembre 2016, pubblicato da Prospero Editore (www.prosperoeditore.com; se lo desiderate, potete anche ordinarlo sul sito). Oltre a questi romanzi ne ho scritti altri due, ancora in attesa di trovare una casa editrice disposta a scommetterci sopra, questi i titoli: "Ripaferdine (storie di cortile)", "Trenta denari (una storia d'amore)". Se per caso da queste parti dovesse capitare un editore interessato a dare un'opportunità agli esordienti (almeno per leggerli), lo invito di tutto cuore a farsi sentire. Credo di poter dire che non se ne pentirà.

3 pensieri riguardo “Le comete di Pierre Bayle”

  1. Le politiche commerciali degli editori non posso né voglio commentarle. Anche i libri sono business, e mi limito a questa osservazione se me lo permetti. Quanto alle tue riflessioni, la storia del pensiero è la storia del pensiero, non la decido io; posso solo dire che, da occidentale, guardo a quella che è la mia storia più di quanto faccia per quella cinese o indiana. Concordo con te sul fatto che la cultura, nel XVII secolo, fosse elitaria e l'analfabetismo diffusissimo, ma credo che questo non sposti di una virgola l'importanza di scienziati del calibro di Newton. Certo, il pensiero religioso era pervasivo, c'erano guerre, massacri, persecuzioni religiose (Bayle era ugonotto), ma l'Europa era in fermento, le cose stavano cambianti. Esistevano fortissime correnti sotterranee di pensiero, come il libertinismo erudito (cito il nome di un esponente per tutti, Cyrano de Bergerac, non il personaggio reso immortale da Rostand, ma il filosofo autore de Gli stati e imperi della Luna e del Sole), che sarebbero sfociate nell'Illumiminismo, nell'Enciclopedia, primo tentativo sistematico di dare forma al sapere dell'uomo (e di metterlo a disposizione dell'uomo). Tutte queste cose, a mio avviso rivoluzionarie, hanno preso avvio nel Grand Siècle, e Bayle ha avuto il suo ruolo. Il suo ateo virtuso non è semplicemente un “senza Dio” al modo in cui l'intendiamo oggi, è il simbolo della scienza che si affranca da tutele che non le appartengono, che smette di essere “ancella”.
    Grazie della tua attenzione

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  2. Credo che iperbolizzi un attimino il valore che l'umanità dell'epoca dovrebbe aver dato ad alcuni dei sopra citati filosofi-scienziati-matematici. L'umanità non si è accorta di Spinoza o Newton, se noti ancora oggi buona parte delle persone battezza i propri bambini nel nome di un terrorista palestinese ucciso dall'impero romano insieme a migliaia di altri ribelli (la storia umana si ripete in continuazione. C'è sempre un terrorista di turno che blatera del proprio dio come unico, ed un impero con stendardi e aquile che massacra i terroristi, sempre per interessi finanziari).
    Non credo poi che nel 1600 o 1700 la maggioranza degli europei abbia letto Newton (a parte i soliti intellettuali/ricchi che avevano ben poco da spartire con il popolino che lavorava la terra o quelli che poi sarebbero diventati gli schiavi della rivoluzione industriale). La prima traduzione è del 1729, immagina quanti sapessero veramente leggere il latino e capirlo, quando diciamolo chiaramente anche oggi è difficile capirlo in italiano o inglese (in inglese lo hanno dovuto modernizzare perché non è facilmente comprensibile). Inoltre Newton era un alchemista, un massone (gli atei non sono ammessi tra i massoni), Bayle era un protestante fideista, questi non erano atei, tutt'altro. Se poi non continuassimo a pensare in maniera egocentrica che solo gli europei sono civilizzati, e tutti gli altri dei selvaggi, insomma Newton, Bayle ed altri non sono mai esistiti per l'umanità cinese, indiana ecc, che evidentemente rappresentava la maggioranza della popolazione mondiale anche allora.
    Notiamo anche una differenza importante: Newton ha semplicemente messo 4 regole per spiegare il metodo della ricerca filosofica (così allora chiamavano la scienza) che non necessitava l'intervento del Creatore, ma non ha negato l'esistenza del Creatore.
    Credo invece che il tema del libro di Bayle sia spiegare come fenomeni naturali possano essere spiegati in maniera differente da quella dell'intervento divino. Tuttavia credo che nei salotti dell'epoca non sia stato ascoltato molto. Sarebbe forse importante capire Bayle nel contesto della storia dell'epoca, visto che i massacri per motivi religiosi (come testimonia Nostradamus che ha vissuto un po' prima di Bayle e Newton) erano terribili e creavano dei fiumi di sangue nelle strade tutto per differenze religiose a noi tutto sommato estranee, tra calvinisti, varie denominazioni protestanti, ed i soliti ebrei perseguitati ecc.
    In questo senso Bayle può aver gettato i semi per il pensiero americano, dove ognuno è libero di credere quello che vuole e non deve assoggettarsi al Papa od alla religione del Re di turno.

    Vorrei, cambiando leggermente argomento, commentare sul prezzo del prodotto. In inglese è 26 dollari (52mila delle vecchie lire, mai dimenticate!) e mi sembra di averlo visto in italiano a 35 euro!! 70mila delle vecchie lire. Mi sembra che gli editori facciano soldi alla grande su libri che dopo 300 anni non dovrebbero essergli costati molto come diritti d'autore!

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