Lo specchio di Laclos

P.A.F. Choderlos de Laclos, Le relazioni pericolose, Feltrinelli
P.A.F. Choderlos de Laclos, Le relazioni pericolose, Feltrinelli

Il romanzo più crudele della storia della letteratura. Questa l’impressione, fortissima, che mi ha lasciato Le relazioni pericolose, opera di P.A.F. (Pierre-Ambroise-François) Choderlos de Laclos, non uno scrittore di professione ma ben più modestamente – solo dal punto di vista letterario, s’intende – un militare, ancorché un ufficiale. Spinto forse dall’imperante razionalismo illuminista, Laclos si avventura in un esperimento ardito: l’analisi scientifica di moventi e sentimenti umani. Alla stregua di un chirurgo in sala operatoria (o meglio, di un patologo al lavoro su un tavolo d’obitorio), l’autore squaderna davanti a sé, sezionandoli con impressionante freddezza, ansie, desideri di vendetta, cinici calcoli d’interesse e appassionati slanci amorosi. Quel che resta, al termine dell’operazione, non è che l’uomo nella sua squalida nudità, “animale” tra gli altri, materia ruvida, grezza, che, priva del belletto di comportamenti e convenzioni, ossatura del vivere sociale, sfarina tra le dita come sabbia. I tratti essenziali dell’uomo di Choderlos de Laclos non sono lo specchio deformato di quel che ognuno di noi è, sono esattamente quel che siamo, tanto nel mascheramento del vivere quotidiano quanto nei momenti in cui, da soli, guardiamo a noi stessi.

 
La scelta stilistica, quella del romanzo epistolare, può creare qualche difficoltà a chi non è abituato a questa modalità espressiva, ma l’ostacolo è solo apparente. La scrittura elegante e fluente, il perfetto disegno dei caratteri, la vicenda narrata (un intricato susseguirsi di avventure, disavventure e tragedie amorose originato da una crudele scommessa etico-estetico-intellettuale fatta da due nobili del tutto privi di scupoli) avvincono irresistibilmente il lettore e lo trascinano con sé in sconfinati abissi freudiani. Un secolo prima di Sigmund Freud.
 
P.S. Le relazioni pericolose ha avuto diverse riduzioni cinematografiche. Suggerisco di evitare Valmont, infortunio di un regista che resta comunque bravissimo (Milos Forman) e di godervi il film diretto da Stephen Fry (che ha l’indentico titolo del libro). Ma mi raccomando, lasciatevi sedurre dalle immagini solo dopo aver letto il libro.

Pubblicato da

ilconsigliereletterario

Non c'è molto da dire, in realtà, se non che sopra ogni altra cosa amo leggere e scrivere. Ben più di quel che potrei dire di me lo dicono (peraltro decisamente meglio) i libri che ho letto, e di cui parlo nel blog. E qualche altra cosa la aggiungono i libri che ho scritto, "Quella solitudine immensa d'amarti solo io", pubblicato da Priamo e Meligrana Editore nel gennaio del 2013 (nel caso vi interessasse, lo trovate in tutti gli store, da Feltrinelli.it a Sanpaolostore.it). Da ottobre 2013 il libro è stato pubblicato anche in versione cartacea e di recente ne è stata fatta la prima ristampa; lo trovate in libreria, oppure potete ordinarlo su Amazon, Ibs o sul sito dell'editore: www.meligranaeditore.com; e "La logica del mammifero (storia di una madre)", uscito il 2 dicembre 2016, pubblicato da Prospero Editore (www.prosperoeditore.com; se lo desiderate, potete anche ordinarlo sul sito). Oltre a questi romanzi ne ho scritti altri due, ancora in attesa di trovare una casa editrice disposta a scommetterci sopra, questi i titoli: "Ripaferdine (storie di cortile)", "Trenta denari (una storia d'amore)". Se per caso da queste parti dovesse capitare un editore interessato a dare un'opportunità agli esordienti (almeno per leggerli), lo invito di tutto cuore a farsi sentire. Credo di poter dire che non se ne pentirà.

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