Delitti ad Atene

Ammettiamolo, il panorama di investigatori, poliziotti e detective letterari è a dir poco affollato. Basta stilare un breve elenco dei più noti per rendersene conto: Sherlock Holmes, Poirot, l’infallibile dilettante Miss Marple, il burbero commissario Maigret, il tormentato Marlowe, Perry Mason, l’avvocato difensore che nessun pubblico ministero vorrebbe affrontare in aula, il raffinato Nero Wolfe (e come dimenticare l’Auguste Dupin di Poe, il padre Brown di Chesterton, l’inflessibile Duca Lamberti di Scerbanenco e il geniale Isidro Parodi inventato da Borges e Bioy Casares?). Non è facile, dunque, per chi scrive gialli, imporre all’attenzione del pubblico i propri personaggi; chi c’è riuscito si è affidato alla qualità della scrittura e a intrecci di grande spessore (Dennis Lehane), alla descrizione di una realtà sorprendente, spiazzante (la Svezia inquieta e inquietante di Henning Mankell), all’originalità dell’ambientazione (l’Istanbul ottocentesca di Jason Goodwin).
In questa entusiasmante gara di creatività, a spiccare sui pur eccellenti colleghi è una donna, la canadese Margaret Doody, docente di inglese e letteratura comparata alla Vanderbilt University. Con impeccabile rigore storico, Doody ha costruito una serie di mistery e thriller collocandoli nell’Atene del V secolo, dunque nel momento di maggior splendore della civiltà greca, e scegliendo come investigatore nientemeno che Aristotele, il filosofo per antonomasia, la cui logica sottile, strumento per la definizione del vero, si rivela utilissima anche per il trionfo della giustizia.

Eccovi l’incipt del primo libro della serie, Aristotele detective. Spero vi piaccia, e vi spinga a leggerlo. Le opere di Margaret Doody sono pubblicate da Sellerio.

Ascoltami, o musa Clio, e aiutami nella stesura di questa storia. I fatti che riferisco sono veri. Io, Stefanos, figlio di Nichiarco, cittadino d’Atene, intendo esporre qui le strane e terribili avventure che mi capitarono nel primo anno della 112ª Olimpiade.

Pubblicato da

ilconsigliereletterario

Non c'è molto da dire, in realtà, se non che sopra ogni altra cosa amo leggere e scrivere. Ben più di quel che potrei dire di me lo dicono (peraltro decisamente meglio) i libri che ho letto, e di cui parlo nel blog. E qualche altra cosa la aggiungono i libri che ho scritto, "Quella solitudine immensa d'amarti solo io", pubblicato da Priamo e Meligrana Editore nel gennaio del 2013 (nel caso vi interessasse, lo trovate in tutti gli store, da Feltrinelli.it a Sanpaolostore.it). Da ottobre 2013 il libro è stato pubblicato anche in versione cartacea e di recente ne è stata fatta la prima ristampa; lo trovate in libreria, oppure potete ordinarlo su Amazon, Ibs o sul sito dell'editore: www.meligranaeditore.com; e "La logica del mammifero (storia di una madre)", uscito il 2 dicembre 2016, pubblicato da Prospero Editore (www.prosperoeditore.com; se lo desiderate, potete anche ordinarlo sul sito). Oltre a questi romanzi ne ho scritti altri due, ancora in attesa di trovare una casa editrice disposta a scommetterci sopra, questi i titoli: "Ripaferdine (storie di cortile)", "Trenta denari (una storia d'amore)". Se per caso da queste parti dovesse capitare un editore interessato a dare un'opportunità agli esordienti (almeno per leggerli), lo invito di tutto cuore a farsi sentire. Credo di poter dire che non se ne pentirà.

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