Nell’amore, nel dolore, nella vita

 

Alice Munro, Nemico, amico amante... Einaudi
Alice Munro, Nemico, amico amante… Einaudi

La scrittura naturalmente fluida; la bellezza semplice e quasi disadorna di parole che sembrano attraversare tutto ciò di cui raccontano, coglierne l’esatto senso e offrirlo in dono al lettore; le atmosfere sospese, abbracciate nell’attimo in cui le cose, le grandi come le piccole, stanno per verificarsi; la vita, inafferrabile ma non per questo sfuggente, materia narrativa capace di rinnovarsi ogni giorno e per questa ragione colta con entusiasmo rispettoso, con una partecipazione intensa e nello stesso tempo pacata, con un’attenzione ai dettagli che assume i contorni dolcissimi e commoventi di una dimostrazione d’amore. Nelle sue pagine, Alice Munro dispensa tesori; la voce che si leva dai racconti, tenue e stentorea insieme, è impossibile da dimenticare; i suoi eroi, forti di un’umanissima fragilità, sembrano dar corpo ai nostri pensieri, ricetto alle nostre emozioni e in qualche modo ci prendono per mano e ci conducono in quel regno della possibilità che, semplicemente vivendo e scegliendo, abbiamo solo sfiorato, a volte consumandoci nel rimpianto a volte dimenticando, lasciando che il mondo si disfacesse alle nostre spalle come un disegno su un marciapiede. L’autrice canadese, premio Nobel per la Letteratura 2013, esprime l’essenziale, quel che ha davvero importanza, scivolando con noncuranza lungo le linee del tempo (che non è altro se non la misura dell’esistere di ciascuno di noi), omaggiando la bellezza rigogliosa o triste della natura, incespicando, senza paura di cadere, nei pensieri e nei sogni, nelle fantasie e negli sforzi che compiamo per renderle reali, nelle illusioni e nella fatica che facciamo per liberarci dalla loro schiavitù. Nei nove racconti che compongono Nemico, amico,amante…, una delle sue raccolte più note (e a mio parere anche una delle più riuscite), Alice Munro parla d’amore e dolore, del fardello dei ricordo che si fa superfluo all’irrompere della malattia, di un nuovo inizio che si spalanca proprio quando tutto sembra far pensare che sia invece arrivata la fine (è il tema del più intenso dei racconti, The Bear Came Over the Mountains, cui è ispirato il meraviglioso film Away from Her – Lontano da lei, diretto da Sarah Polley e interpretato da una scintillante Julie Christie), della solitudine, condizione da cui è impossibile fuggire, e dei suoi approssimativi rimedi, della fedeltà a quel che siamo, nel bene e nel male, e del dovere, che forse è solo espressione di un crudo istinto di sopravvivenza, di andare avanti quando appare impossibile farlo.

Una riflessione ancora sui personaggi di questi racconti, in principio gettati nel bel mezzo di eventi come marionette, privi di identità, di un passato, di una qualsivoglia riconoscibilità (come la Johanna Parry del primo racconto, che dà il titolo al volume) e d’improvviso presenti in tutta la loro complessità, disegnati attraverso la memoria o per mezzo di qualche evento significativo, o ancora definiti da una decisione presa, dall’attimo in cui tutto cambia per sempre. Grava, sulle spalle di questi individui, il peso del mondo; le loro passioni sono uniche, indicibile la loro sofferenza, appassionato il fervore con il quale affrontano ogni giorno, ma nonostante ciò appartengono, come noi, a una normalità che tutti conosciamo ma che soltanto pochissimi sarebbero in grado di descrivere, di chiamare per nome. È l’incapacità a sottrarsi alla vita a caratterizzarli, la forza dei loro sentimenti a dominarli; non conta conoscere, sembra dirci per loro tramite Alice Munro, conta non indietreggiare, conta accettare. Dunque andare incontro a un amore dai contorni talmente sfumati e incerti da far credere che sia un miraggio, come fa Johanna Parry, o lasciarsi baciare da un giovane sconosciuto su un malfermo ponte di tronchi proprio il giorno in cui si scopre che il tumore che ci sta uccidendo forse è in regressione, o confessare alla donna che in circostanze diverse avremmo potuto amare di aver ucciso, per errore, investendolo con l’auto, il proprio figlio di tre anni, ultimo nato di una nidiata di tre bambini, o farsi sedurre da uno sconosciuto e poi cullare il ricordo di quel che è stato nella quotidianità di una vita coniugale imperfetta e felice, o ancora intrecciare una relazione affinché la propria moglie, malata e ricoverata, possa amare un compagno d’ospedale. Ed esserne riamata.

Eccovi l’incipit del primo racconto. La traduzione, per Einaudi, è di Susanna Basso. Buona lettura.
Anni fa, prima che tanti treni su linee secondarie venissero soppressi, una donna dalla fronte alta e lentigginosa e una matassa crespa di capelli rossi, si presentò in stazione per informarsi riguardo alla spedizione di certi mobili. L’impiegato faceva sempre un po’ lo spiritoso con le donne, specie con quelle bruttine, che sembravano apprezzare. 
– Mobili? – disse, come se nessuno avesse mai avuto prima un’idea simile. – Dunque, vediamo, di che genere di mobili stiamo parlando? 
Un tavolo da pranzo con sei sedie. Una camera da letto completa, un divano, un tavolo basso, alcuni tavolini, una lampada a stelo. E anche una cristalliera e una credenza. 
– Accidenti. Una casa intera.
– Non direi proprio, – ribatté lei. – Mancano le cose di cucina e ci sono mobili per una sola camera da letto. 
Aveva tutti i denti ammucchiati davanti, come se fossero pronti a litigare

Pubblicato da

ilconsigliereletterario

Non c'è molto da dire, in realtà, se non che sopra ogni altra cosa amo leggere e scrivere. Ben più di quel che potrei dire di me lo dicono (peraltro decisamente meglio) i libri che ho letto, e di cui parlo nel blog. E qualche altra cosa la aggiungono i libri che ho scritto, "Quella solitudine immensa d'amarti solo io", pubblicato da Priamo e Meligrana Editore nel gennaio del 2013 (nel caso vi interessasse, lo trovate in tutti gli store, da Feltrinelli.it a Sanpaolostore.it). Da ottobre 2013 il libro è stato pubblicato anche in versione cartacea e di recente ne è stata fatta la prima ristampa; lo trovate in libreria, oppure potete ordinarlo su Amazon, Ibs o sul sito dell'editore: www.meligranaeditore.com; e "La logica del mammifero (storia di una madre)", uscito il 2 dicembre 2016, pubblicato da Prospero Editore (www.prosperoeditore.com; se lo desiderate, potete anche ordinarlo sul sito). Oltre a questi romanzi ne ho scritti altri due, ancora in attesa di trovare una casa editrice disposta a scommetterci sopra, questi i titoli: "Ripaferdine (storie di cortile)", "Trenta denari (una storia d'amore)". Se per caso da queste parti dovesse capitare un editore interessato a dare un'opportunità agli esordienti (almeno per leggerli), lo invito di tutto cuore a farsi sentire. Credo di poter dire che non se ne pentirà.

2 pensieri su “Nell’amore, nel dolore, nella vita”

  1. Ciao Paolo, questa recensione è bellissima. Le tue parole mi hanno emozionato. Sono coinvolgenti, sentite e riescono a far emergere l’immenso valore di quest’opera. Ho letto i racconti della Munro e questo libro è uno dei miei preferiti. Ancora complimenti, i tuoi suggerimenti sono preziosi!
    Viviana

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    1. Ti ringrazio molto, Viviana. Leggere (e scrivere) per me è la più grande delle emozioni. E la Munro è un’eccelsa autrice. Spero vorrai continuare a seguire il consigliere letterario. per parte mia, prometto che proseguirò con i suggerimenti

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