Delitto senza fili

Erik Larson, Guglielmo Marconi e l'omicidio di Cora Crippen, Neri Pozza
Erik Larson, Guglielmo Marconi e l’omicidio di Cora Crippen, Neri Pozza

1910. A poco più di vent’anni dai delitti di Jack lo Squartatore Londra torna a essere teatro di un atroce fatto di sangue. Nella cantina di una casa di Hilldrop Crescent la polizia rinviene i resti, frutto di un meticoloso lavoro di dissezione, di Cora Crippen, donna di prorompente bellezza e di grande esuberanza di carattere, frustrata nelle proprie ambizioni artistiche da un’assoluta mancanza di talento e tuttavia così testarda nell’inseguire i suoi sogni da riuscire a ritagliarsi qualche parte minore, conquistare una piccola schiera di appassionati e divenire membro (rispettato e ascoltato) di un’associazione femminile di sostegno agli spettacoli d’intrattenimento, la Società delle Signore del Music Hall. Sposata al mite e remissivo Hawley Harvey Crippen, medico omeopata con una zoppicante specializzazione in oftalmologia in qualche misura compensata da un’approfondita conoscenza delle proprietà curative degli oppiacei e di una gran varietà di veleni quali l’aconito, l’atropina e il bromuro di ioscina, Cora vive una vita in apparenza  felice e appagante. Viziata dal consorte, che più per quieto vivere che per amore le permette tutto, è libera di dedicarsi ai suoi interessi e alle sue passioni e di non preoccuparsi troppo per gli scarsi risultati ottenuti; spronata dalla riservatezza eccessiva dell’uomo, dai suoi silenzi e dalla costante arrendevolezza, si permette qualsiasi genere di capriccio; conquistata dalla vertigine che quell’arbitrio pressoché assoluto le procura si ritiene in diritto di trascurare Crippen per dedicarsi ad altri ammiratori. In una parola, è completamente padrona di sé, ma per nulla soddisfatta, perché il marito diviene ben presto un peso per lei e lei, in misura se possibile ancora maggiore, diventa un peso per Crippen, che al riparo della propria timidezza aspetta solo l’occasione propizia per cambiare quello stato di cose e volgere la situazione a suo favore. Finché l’occasione tanto attesa si presenta; Crippen lo capisce immediatamente, non appena incontra la giovane Ethel Clara Le Neve, che in breve tempo diventerà la sua assistente, poi la sua amante e infine la complice involontaria di un piano diabolico e quasi perfetto.

1910. La comunità scientifica internazionale è in subbuglio. L’italiano Guglielmo Marconi, padre della telegrafia senza fili e premio Nobel per la fisica nel 1909, convinto che sia possibile inviare e ricevere messaggi attraverso l’oceano, sfida lo scetticismo e l’aperta ostilità delle migliori menti dell’epoca, mentre le grandi potenze, Germania in testa, consci delle grandi potenzialità di questa nuova forma di comunicazione si impegnano in una vera e propria guerra di brevetti, scoperte e invenzioni, tragica anticipazione del conflitto mondiale che scoppierà soltanto cinque anni più tardi. A raccontare nascita, primi contrastati passi e definitiva consacrazione della telegrafia, e insieme ripercorrere le tappe di uno dei casi di cronaca più seguiti del Novecento è il giornalista e scrittore americano Erik Larson, virtuoso dei romanzi di non-fiction, opere letterarie sorrette da una minuziosa ricerca documentale. Nel suo splendido e coinvolgente Guglielmo Marconi e l’omicidio di Cora Crippen, proprio come nell’intenso Il giardino delle bestie (già citato in questo blog) la bussola narrativa di Larson è la ricostruzione storica; identificato un determinato periodo e scelta una o più vicende che lo caratterizzano, l’autore mette in pagina soltanto ciò che le testimonianze scritte e orali certificano senza ombra di dubbio; l’apporto creativo, limitato ad alcuni accorgimenti stilistici, all’uso attento degli aggettivi e a pochi tocchi descrittivi, crea la cornice all’interno della quale il racconto, che non è altro che un’ordinata successione di fatti comprovati, si dipana. Così, quel che il lettore si trova di fronte è un tassello di storia perfettamente ripercorribile a livello cronologico (è sufficiente seguire le indicazioni del ricco apparato bibliografico) e nello stesso tempo un romanzo autentico, impeccabile nella gestione dei tempi, elegante nella prosa, talmente ben strutturato da rendere indistinguibili finzione (marginale ma essenziale nel respiro complessivo dellopera) e realtà (sostanza del libro felicemente emendata da ogni aridità e da inutili ripetizioni). Un tassello che nell’alternato intrecciarsi dei capitoli (alcuni dedicati al medico assassino altri a Marconi) svela l’intimo legame che unisce l’efferato omicidio di Cora Crippen al progressivo svilupparsi dell’invenzione di Marconi e all’utilizzo, sempre più massiccio, degli apparecchi per comunicare a distanza, che cominciavano a venire installate su tutte le navi, mettendo finalmente fine a un isolamento che si pensava dovesse durare per sempre. Un legame così forte da fare del dottor Crippen il primo criminale catturato grazie all’uso del telegrafo senza fili.

Gugliemo Marconi e l’omicidio di Cora Crippen è un romanzo appassionante e bellissimo, una magistrale prova d’autore.

Eccovi, invece dell’incipit, la prefazione dell’autore. La traduzione, per Neri Pozza, è di Marco Lunari. Buona lettura.
Ai lettori. Questo libro racconta di un omicidio, il secondo più famoso delitto della storia inglese, eppure quello che ho scritto non è un semplice giallo […]. Raccontando le vicende parallele di un assassino e di un inventore volevo tracciare un vivo ritratto degli anni tra il 1900 e il 1910, quando la mano paffuta e macchiata di tabacco di Edoardo VII governava l’impero inglese mostrando ai suoi sudditi che il dovere era importante, ma lo era anche divertirsi […]. Questo non è un libro di fiction. Tutte le frasi riportate tra virgolette sono estratte da lettere, diari o altri documenti del tempo. Ho largamente attinto dai documenti investigativi di Scotland Yard, la maggior parte dei quali, per quel che ne so, non sono mai stati pubblicati prima d’ora. Chiedo ai lettori di perdonare la mia passione per le digressioni. Scusatemi fin d’ora se a un certo punto imparerete anche più di quel che vorreste su un certo pezzo di carne. Ma, sappiatelo, le mie scuse non sono del tutto sincere!

Pubblicato da

ilconsigliereletterario

Non c'è molto da dire, in realtà, se non che sopra ogni altra cosa amo leggere e scrivere. Ben più di quel che potrei dire di me lo dicono (peraltro decisamente meglio) i libri che ho letto, e di cui parlo nel blog. E qualche altra cosa la aggiungono i libri che ho scritto. Il mio primo romanzo, Quella solitudine immensa d’amarti solo io (Priamo/Meligrana 2013) è andato di recente in ristampa; il secondo, La logica del mammifero (storia di una madre) (Prospero Editore), è uscito il 2 dicembre 2016. Il terzo romanzo, intitolato Ripaferdine (storie di cortile), è uscito a ottobre 2017 per i tipi di Giraldi Editore. Il quarto è concluso ed è in lettura… e il quinto sta muovendo i primi passi. E oltre a questi lavori ci sono i racconti: William Shakespeare, il texano, pubblicato nella collana Coup de foudre di Aulino Editore, e il volume antologico On the Radio (Morellini Editore), cui partecipo con una storia intitolata La radio all’improvviso. Nel caso da queste parti passasse qualche addetto ai lavori in cerca di buone storie da pubblicare, o meglio ancora di un appassionato cultore di libri con il quale lavorare, lo invito a farsi avanti; mi sento di assicurargli che non se ne pentirà.

2 pensieri su “Delitto senza fili”

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