Munari e le donne

Recensione di “Le ragazze nello studio di Munari” di Alessandro Baronciani

Alessandro Baronciani, Le ragazze nello studio di Munari, Bao Publishing

Bruno Munari (1907-1998) è un vero e proprio punto di riferimento per generazioni di artisti, con opere divenute un esempio fisso e costante per grafici, illustratori e designer, oltre che per scultori, registi, disegnatori industriali… In una parola: un maestro. Difficile però pensare che il grande Munari, nonostante tutta la sua genialità, potesse anche solo immaginare che il suo metodo di lavoro venisse seguito per… gestire i rapporti di coppia! Eppure è proprio questo che fa Fabio, protagonista del graphic novel Le ragazze nello studio di Munari: un giovane milanese, un po’ con la testa fra le nuvole, che riesce a incartarsi in un complicatissimo rapporto sentimentale con tre ragazze quasi in contemporanea, Fedra, Chiara e Sonia. Come uscirne? Semplice: attraverso il metodo Munari! Il diagramma di flusso che parte da P, il problema, e arriva a S, la soluzione, passando per DP (definizione del problema), RD (raccolta dei dati), A (analisi) e C (creatività). Certo, Munari si riferiva al processo creativo di un progetto di design, ma Fabio ci si trova molto bene anche in quest’altro ambito. D’altra parte, anche lui è a suo modo un artista, innamorato dei libri antichi che vende nella sua bottega – che è anche la sua peculiare abitazione – nel pieno di Milano, negli stessi luoghi che furono del Maestro. Per 250 pagine, così, seguiamo Fabio nelle sue meditazioni autobiografiche, ricche di molti riferimenti alla storia dell’arte, al cinema, alla letteratura, in un fumetto-non-fumetto che usa pochissimo la classica nuvoletta: l’intera storia passa attraverso la voce fuori campo del protagonista, come in un film… “impegnato”. Continua a leggere Munari e le donne

Emozioni a fumetti

Recensione di “Opono”, “Un’estate in montagna” e “Rapa & Nui” di Ilaria “Zim” Facchi, Vince Ricotta, Augusto Rasori, Giorgio Sommacal e Laura Stroppi

Ilaria “Zim” Facchi, Opono, Sbam Libri

Una ragazzina perseguitata dalla propria ombra, che escogita modi sempre nuovi per ucciderla; una coppia di giovani che scopre se stessa l’11 luglio del 1982, il giorno in cui la Nazionale italiana di calcio, a Madrid, si laurea per la terza volta campione del mondo di calcio battendo per 3-1 la Germania sotto lo sguardo esultante del Presidente della Repubblica Sandro Pertini; infine due moai dell’Isola di Pasqua, due enigmatici, imperscrutabili volti scavati nel tufo vulcanico che in realtà di imperscrutabile non hanno proprio nulla e che passano i giorni commentando quel che succede tanto nel loro piccolo fazzoletto di terra sperduto nel Pacifico (poco, ma non così poco come potrebbe apparire a prima vista) quanto nel resto del mondo. Debutta con queste prime tre storie, scritte rispettivamente da Ilaria “Zim” Facchi, Vince Ricotta e dal terzetto composto da Augusto Rasori, Giorgio Sommacal e Laura Stroppi, la nuova collana Sbam! Libri, agili volumi a fumetti frutto della felice intuizione di Antonio Marangi, tra i massimi esperti italiani della Nona Arte nonché ideatore e creatore della rivista digitale a fumetti e sui fumetti Sbam! Comics (che trovate qui). Continua a leggere Emozioni a fumetti

Diario di una persecuzione

Recensione di “Anne Frank, la biografia a fumetti” di Sid Jacobson e Ernie Colon

Sid Jacobson, Ernie Colon, Anne Frank, la biografia a fumetti, Mondadori Comics-Rizzoli Lizard
Sid Jacobson, Ernie Colon, Anne Frank, la biografia a fumetti, Mondadori Comics-Rizzoli Lizard

Da sempre, la vittima più famosa della Shoah è protagonista di qualsivoglia mezzo di comunicazione. Il fumetto non fa eccezione. Tra tutte le versioni prodotte negli anni, però, l’opera a nuvolette più importante è probabilmente questa biografia a fumetti, quella “ufficiale”, realizzata con la supervisione de La casa di Anne Frank di Amsterdam e già proposta in Italia da RCS Libri. Questa volta è Mondadori Comics a ripubblicarla, in una elegante edizione cartonata, in collaborazione con Rizzoli Lizard. Non si tratta di una riproduzione a fumetti del celeberrimo Diario, ma della vera e propria biografia della giovane ebrea tedesca. Particolare non secondario, visto che – come spiega Sergio Luzzatto nell’introduzione al volume – il Diario non ha avuto una storia lineare come in molti hanno pensato per anni, ma ha avuto più versioni: la prima, quella scritta di getto dalla ragazza, fu revisionata e corretta da lei stessa in un secondo momento, prima della sua deportazione; seguì una terza versione, quella realizzata da Otto Frank, suo padre e unico sopravvissuto della famiglia, miscelando le due precedenti. E anche quest’ultima è stata rivisitata dalla Fondazione Anna Frank negli anni seguenti. Continua a leggere Diario di una persecuzione

Il tempo della rivoluzione

Recensione de “Il tempo del padre” di Li Kunwu e Philippe Ôtié

Li Kunwu, Philippe Ôtié, Una vita cinese - Il tempo del padre, Add Editore
Li Kunwu, Philippe Ôtié, Una vita cinese – Il tempo del padre, Add Editore

Come capita spesso, è difficile dare giudizi precisi ed obiettivi su determinate epoche storiche o su quegli avvenimenti che in un qualsiasi modo riguardino le idee politiche contemporanee. Uno di questi casi è certamente l’epoca della Cina di Mao Zedong. Questa eccellente autobiografia a fumetti, pregevole saggio di graphic journalism, può aiutare: la vita di un cinese cresciuto proprio negli anni del regime di Mao e che ne ha vissuto tutto il percorso e le conseguenze nei decenni successivi, fino ad oggi. Li Kunwu, infatti, è nato nel 1955, pochi anni dopo la presa del potere da parte del Grande Timoniere. Oggi ripensa a tutto il suo vissuto, che è lo stesso di milioni e milioni di cinesi suoi contemporanei, per ricavarne questa pluripremiata opera in tre volumi, con il solo aiuto dello sceneggiatore francese Philippe Ôtié. Continua a leggere Il tempo della rivoluzione

Il nuovo, oscuro mondo

Jean-Yves Mitton, L'Impero Azteco - I presagi di Montezuma, Mondadori
Jean-Yves Mitton, L’Impero Azteco – I presagi di Montezuma, Mondadori

Gennaio 1525, Villa Rica de la Vera Cruz, porto della Nuova Spagna sulla costa orientale del Messico. Nel pieno della conquista del Nuovo Mondo da parte dell’esercito di Carlo V di Spagna, un anziano frate è inviato dalla Santa Inquisizione per esaminare il caso della misteriosa Marianna di Oaxaca, Doña d’España dell’Ordine della Santa Croce, Mayor de la Primiera Armada del capitan Cortés: il buon padre Enrico Segura deve confessarla, in preparazione al processo inquisitorio. Tocca a lui dunque ascoltare il terribile racconto della sventurata Maiana Xochitla, nata contadina nel Messico meridionale, catturata come schiava dall’imperatore Montezuma II e sottoposta a ogni genere di torture e tragedie, per poi divenire con la sua astuzia l’amante dell’imperatore stesso e, in seguito, la favorita di Cortés, comandante dei conquistadores, venire ribattezzata con un nome cristiano e ora accusata di stregoneria e di altre nefandezze. Per scoprire che non tutto è come sembra… Jean-Yves Mitton scrive e disegna un impressionante affresco, ambientato durante la fase terminale dell’Impero Azteco: il lettore può seguire con padre Segura una doppia vicenda, quella in flashback, raccontata dalla fanciulla in catene, e quella in diretta, con gli intrighi del bieco Don Francisco de Las Felibres, vescovo di Vera Cruz. Agli orrori vissuti dalla giovane india per mano dell’imperatore pazzo Montezuma II – vittima delle sue angoscianti superstizioni e di una religione sanguinaria, con terrificanti sacrifici umani di massa – fanno da contraltare altri orrori, quelli dei conquistadores spagnoli, accecati dal miraggio dell’Eldorado e da una applicazione cinicamente strumentale della propria fede.

Attorno a questo doppio binario, l’autore riesce anche a dipingere molte figure secondarie, che aiutano ad entrare nell’atmosfera dell’epoca: dal giovane indio Tochtli, fidanzato di Maiana, al laido Culhu, giullare di corte di Montezuma e sua anima nera; dal maldestro frate Tancredi al pavido padre priore. Tutto questo è magistralmente illustrato dall’elegante tratto di Mitton (un passato anche tra i super-eroi, ma soprattutto una lunga carriera sul Fumetto di genere storico), di stile certamente molto classico, che non si fa intimidire dalle immagini panoramiche sulle architetture azteche, dalle tavole con le moltitudini di combattenti, né dalle scene più turpi, di sesso, sangue e violenza, mai gratuite o eccessive, sempre funzionali alla vicenda. Per farla breve, siamo davanti ad un volume che si legge d’un fiato (purtroppo non autoconclusivo, toccherà dunque attendere la prossima uscita), che siamo ben lieti di fregiare della nostra Sbam-coccarda SSGF (Signore e Signori, questo è Grande Fumetto). Nota tecnica: l’opera originale risale al 1997-2000, edita oltralpe da Glenat col titolo di Quetzalcoatl. 

(Antonio Marangi)

Immortale marionetta

Alberico Motta, Sandro Dossi, Pinocchio, Cliquot
Alberico Motta, Sandro Dossi, Pinocchio, Cliquot

«Erano passati gli anni necessari per far scadere i diritti su Pinocchio: siccome Bianconi era sempre in cerca di nuovi personaggi da stampare per far girare le sue macchine, ci chiedeva sempre se avevamo qualche idea nuova. Un giorno gli abbiamo detto che c’era questo personaggio famosissimo che non costava niente, che si poteva sfruttare senza dover dare niente a nessuno. L’idea era quella di farlo agire ai giorni nostri, e avevamo già un cast di personaggi che si prestavano in maniera magnifica per essere protagonisti di storie. Così è nato il tutto». Sandro Dossi – una delle bandiere dellepoca doro degli albi Bianconi degli anni Sessanta/Ottanta – ci aveva descritto in una nostra intervista linizio di una delle tante testate a fumetti che il vulcanico editore milanese aveva lanciato in edicola in quegli anni. E questa volta il protagonista era uno dei personaggi-simbolo della letteratura italiana e, più ancora, della letteratura per ragazzi di tutti i tempi. Pinocchio ha avuto nei decenni molteplici interpretazioni a fumetti: la novità di questa versione stava nel distaccarsi dal romanzo di Collodi e far vivere al burattino (in realtà una marionetta, ma non è il caso di addentrarci qui in questo aspetto) avventure del tutto nuove. Lo staff di autori Bianconi recuperò molti dei personaggi fondamentali della trama: Geppetto è anche qui il punto di appoggio fondamentale di Pinocchio, la Fata Turchina rimane per lui una sorta di santa protettrice, da invocare nei momenti peggiori (in una delle storie, interviene a salvare il suo pupillo accoltellato a morte!), di quando in quando compaiono anche Mangiafuoco e il signor Colombo, mentre il ruolo dei cattivi resta appannaggio del Gatto e della Volpe, che non mancano mai di indurre in tentazione il maldestro, ingenuo Pinocchio… Le storie invece possiamo pensarle come ipotetiche avventure vissute dal burattino nello spazio mai narrato tra le ultime due pagine del romanzo: Pinocchio infatti non è ancora un bambino vero, ma vive già sereno in casa del suo babbo, va a scuola e si caccia regolarmente nei guai. Sempre guidato dal suo buon cuore, da una grande curiosità e da un desiderio innato di scoprire il mondo. Un’analoga operazione di personalissima attualizzazione, lo stesso staff di Bianconi aveva già fatto con altri eroi classici, quali Braccio di Ferro o Felix the Cat. A differenza di quelli, però, questo nuovo Pinocchio ha mantenuto una sua dimensione favolistica: incontra fate, stregoni, maghi, giganti, principi e principesse, draghi ed entità misteriose, in unepoca che di volta in volta può sembrare la nostra o una specie di Medioevo in miniatura. Tutto questo, affidato alle abili mani di grandissimi artigiani del Fumetto italiano quali Tiberio Colantuoni e Pierluigi Sangalli, Alberico Motta e Sandro Dossi e poi anche Nicola Del Principe, ha dato origine a diverse collane di albi dal successo immediato per i giovanissimi lettori, tra il 1974 e il 1980 (senza contare le successive ristampe in albo). Un successo tale che oggi, a decenni dalla chiusura della Edizioni Bianconi, il pubblico le ricorda ancora molto bene, al punto da dare pieno successo all’iniziativa di crowdfunding lanciato da Cliquot per riportare quel Pinocchio in libreria, in un elegante volume che si concentra sulle storie firmate da Alberico Motta e Sandro Dossi, aggiungendo anche un ricco apparato editoriale firmato da Luca Boschi, Andrea Leggeri e Giuseppe Pollicelli.

Il volume ci permette di rileggere piccoli capolavori dell’epoca: in Il tesoro degli avi, Pinocchio affronta avversità di ogni tipo (a causa del solito tranello di Gatto & Volpe) per restituire al legittimo proprietario una misteriosa eredità; in Una americana a Venezia, il piccolo eroe deve allearsi con il collega Arlecchino per salvare una ricca turista statunitense da banditi che parlano il dialetto della Serenissima; Le bistecche sacre è invece ambientato in India: un clamoroso esempio del terribile politicamente scorretto tipico degli albi Bianconi, che stavolta prende di mira le tradizioni della religione induista! Ma una menzione particolare vogliamo fare per Un mondo migliore e Cinquant’anni dopo: nel primo caso, Pinocchio ha la possibilità di utilizzare la bacchetta magica della Fata Turchina per cambiare il mondo e rendere tutti felici, scoprendo ben presto quanto questo sia difficile; nel secondo, è usando una macchina del tempo che Pinocchio decide di modificare il presente dopo aver visto i guai che potrebbero accadere nel futuro. Storie per bambini e dal tono favolistico, dicevamo, ma evidentemente non tanto da non avere una loro profondità e una possibilità di lettura su più livelli. Così da trovarle attuali ancora oggi, a quarant’anni dalla loro… attualizzazione agli anni Settanta!

(Antonio Marangi).

Il grande Bagonghi

Andrea Campanella, Sonia Aloi, Il Piccolo Re, Tunuè
Andrea Campanella, Sonia Aloi, Il Piccolo Re, Tunuè

Avete presente Little Nemo? Il proto-eroe del Fumetto, il bambino che ogni sera, agli inizi del Novecento, sulle meravigliose tavole liberty di Winsor McCay, si addormentava nel suo lettino per vivere meravigliose avventure nel mondo dei suoi sogni? Ecco, proprio lui. Anche Giuseppe Bignoli è piccolo, davvero piccolo, decisamente Little. Piccolo d’età – è l’ultimo di quattro fratellini – e piccolo di statura: Giusepìn, come lo chiamano tutti, è infatti un nano. Anche lui vive a inizio Novecento, ma ben lontano dagli States di Nemo: lui è di Galliate, nella campagna novarese, abita in una cascina con la sua famiglia, con i tempi scanditi dalla vita agreste. Tutti lo prendono in giro, povero Giusepìn: i compagni di scuola sono spietati con chi ha un difetto fisico evidente come il suo. Ma lui non si scompone più di tanto: lui è sempre contento, ama leggere, sogna grandi avventure, lontane dal paesello. E di notte sogna ancora meglio, il suo letto comincia a volare e raggiunge la luna, con cui Giusepìn ama chiacchierare. Poi si sveglia, cade dal letto, come Little Nemo, ma resta contento e i suoi fratelli lo adorano. Ma non è tutto qui: il piccolo Giuseppe è un incredibile acrobata, riesce a fare cose che nessun altro sa fare, pare addirittura volare. Il suo papà è terrorizzato da queste evoluzioni, ma Giusepìn non può farne a meno: così si sente davvero libero e felice. Quando poi a Galliate arriva un circo, il ragazzo ne resta estasiato: ecco qual è la sua strada, ecco chi è davvero come lui…

Da qui comincia la grande storia (vera) di Giuseppe Bignoli, meglio noto al mondo come il grande Bagonghi, uno dei più incredibili artisti dell’arte circense di tutti i tempi. Andrea Campanella e Sonia Aloi ne hanno fatto una graphic novel tenera e divertente (cambiando il finale: nella realtà Bignoli è morto tragicamente nel 1939, annegato a 47 anni d’età), dalle molteplici chiavi di lettura: i lettori più giovani – cui la serie Tunuè dei Tipitondi è dedicata – potranno leggerla come una fiaba, tra gli animali e gli artisti del circo; i più grandi potranno facilmente scorgere anche i tanti approfondimenti storici e morali. D’altra parte, «Il mondo del Circo è una sorta di “realtà parallela”», come scrive nell’introduzione al volume Livio Togni, erede di una grande dinastia di circensi. «Quando si entra sotto quel tendone tutto il resto lo si lascia alle spalle, è come una porta dimensionale che ti catapulta in un sogno a occhi aperti fatto di felicità. È per questo motivo che molti artisti, scrittori, registi, musicisti, si sono ispirati al nostro lavoro per le loro opere».

Non mancano – infine – varie citazioni: applausi vivissimi agli autori per l’apparizione sulle piste del circo di due “acrobati” ben noti ai lettori di fumetti, tali Matthew e Dick, alias… Devil e Robin! Ma anche di un terzo artista, un esperto di savate che ai marvelliani più agée ricorderà subito Batroc, storico nemico di Capitan America.

(Antonio Marangi)

I classici riscoperti

Luigi Ferrini, Martina Mealli, Il Piccolo Principe, Landscape Books
Luigi Ferrini, Martina Mealli, Il Piccolo Principe, Landscape Books

Cosa si intende per fumetto digitale (o webcomic, che dir si voglia)? È un dibattito aperto da anni, almeno da quando i tablet sono divenuti oggetti di uso comune, cui noi di Sbam non ci siamo certamente sottratti. Anzi, l’ultimo numero della nostra rivista digitale lo tratta proprio come tema di cover. Ma dopo tanto discettare, oggi il webcomic è poco più che un mezzo di diffusione alternativo del fumetto tradizionale, un qualcosa che ci permette di leggere le vicende dell’eroe di turno sul video come faremmo sulla carta. Si sono invece un po’ persi per strada quei progetti per rendere le Nuvole Parlanti sempre più interattive, di cui si favoleggiò parecchio all’epoca della nascita dell’iPad. Poi questioni economiche, tecnologiche, ma anche e soprattutto culturali, hanno rallentato drasticamente il fenomeno. Questo lungo preambolo per rendervi subito chiaro perché ha così attirato la nostra attenzione questa piccola realtà editoriale che si è da poco affacciata sugli orizzonti della Nona Arte. Landscape Books ha preso due classici della letteratura, Il Piccolo Principe e – addirittura – l’Odissea, li ha resi a fumetti e ne ha fatto due ebook interattivi rivolti al pubblico più giovane e realizzati secondo gli standard LIA (Libri Italiani Accessibili), tali dunque da essere fruibili anche da chi ha difficoltà sensoriali (dislessici e ipovedenti). Così, sfogliando l’epub, è possibile modificare il testo nei balloon, ingrandendolo, rimpicciolendolo, scegliendo la versione in tutto maiuscolo o in minuscolo, o anche eliminandolo per guardarsi le tavole “pulite”. Ma non solo. Il Piccolo Principe ha infatti anche la possibilità di essere ascoltato anziché letto: avviando la funzione audio, due voci narranti (di attori professionisti) ci leggeranno l’intera storia, dialogando tra loro e creando di fatto una via di mezzo tra un fumetto e un audiolibro. Esperimento molto interessante, pionieristico per certi aspetti, ma che apre nuovi orizzonti (Landscape, guarda caso…) al fumetto digitale e al suo utilizzo in ambiti pedagogici o comunque extra-ludici. La sceneggiatura di Luigi Ferrini segue alla lettera il romanzo originale, mentre i disegni di Martina Mealli sono realizzati in bello stile da “libro di favole”, con colori tenui e gabbia molto regolare, rispettando perfettamente la classica iconografia del personaggio di Antoine De Saint-Exupery. Tutto utile dunque per avvicinare chiunque a quest’opera-simbolo, leggendo un fumetto, ma lasciando egregiamente la sensazione di star leggendo “anche” il romanzo originale.

Alba Carella, Guido Del Duca, Giorgia Marchetti, Odissea, Landscape Books
Alba Carella, Guido Del Duca, Giorgia Marchetti, Odissea, Landscape Books

Niente voci narranti invece per l’Odissea, che pure non manca di una sua originalità: le tavole hanno infatti dei piccoli elementi di animazione, che – per quanto minimali – non potranno non colpire i piccoli lettori. Aspetti tecnici a parte, siamo davanti ad un’opera molto diversa dalla precedente. La trama del poema omerico fa da sfondo a una rivisitazione in chiave umoristica: anche qui leggiamo la “vera” Odissea, ma nella più tradizionale formula della riduzione a fumetti, orchestrata dai testi di Alba Carella e Guido Del Duca. Giorgia Marchetti firma invece i disegni, divertenti, pur se un po’ troppo elettronici e rigidi nelle ombre e nei colori.

I due ebook rappresentano dunque degli esperimenti interessanti e da seguire, da molti diversi punti di vista. Sono disponibili nelle maggiori librerie digitali a € 4,99, formato epub3 fixed layout, compatibili con la maggior parte dei device e leggibili con Adobe Digital Editions 4, Kobo per Android e iBooks.

(Antonio Marangi)

 

Nuvolette infernali

Marcello Toninelli, Dante La Divina Commedia a fumetti, Shockdom
Marcello Toninelli, Dante La Divina Commedia a fumetti, Shockdom

I cultori della letteratura classica valutano – giustamente – il Poema dantesco con i superlativi più assoluti. Ma nella maggior parte dei casi, al nome Divina Commedia cosa viene in mente? Incubi, interrogazioni, ore scolastiche formato incudine-su-zone-erogene, versi criptici da tenere a memoria… Qualcosa di positivo? Bisogna pensarci su. Certo, tutti d’accordo nel definirla uno dei massimi capolavori dell’umanità di tutti i tempi, ma subito dopo si aggiunge sempre un “però…”. Ecco la base di partenza del monumentale lavoro di Marcello Toninelli (o solo Marcello, come abitualmente si firma), giornalista, romanziere, scrittore, ma soprattutto fumettista, con un passato su Zagor, Dylan Dog, il Giornalino… «Non voglio mica farmi odiare per l’eternità dagli studenti di ogni scuola italiana!» dice il “suo” Dante quando gli viene chiesto se intende narrare la sua storia in poesia. Certo che no, anzi: «Lo farò a fumetti!». Ed è a fumetti che l’autore ripercorre tutta – proprio tutta! – la Divina Commedia, utilizzando l’antica, ma sempre meravigliosamente funzionale, formula della strip umoristica. Così, visto che i dannati dell’Inferno sono puniti secondo la severa legge del contrappasso, da autore ad autore, anche Marcello infligge la stessa pena all’Alighieri: hai approfondito i più reconditi anfratti dell’animo umano, hai trattato in perfetti endecasillabi in rima la più alta di tutte le scienze, quella teologica, hai rivisitato le vicende dei grandissimi della storia? E io riprendo il tutto con l’umorismo, con disegni spiritosi, con strisce a fumetti, proprio come quelle che per decenni sono state trattate come “roba da bambini”! Tiè! A pensarci bene, siamo certi che Dante stesso avrebbe apprezzato: in fondo, la sua non è una… Commedia? Divina finché vuoi (Boccaccio dixit), ma pur sempre Commedia! (Sì, sì, lo sappiamo: col termine “commedia” nel Medioevo non si intendeva un’opera umoristica, ma il gioco di parole era troppo appetitoso). Marcello fa tutto questo rispettando nei dettagli la trama e i personaggi del Poema, di cui anzi cita spesso e volentieri alcuni versi, senza scostamenti o licenze. Al massimo, inserisce qua e là riferimenti all’attualità di oggi, che rendono più gustosa la lettura. Inserimenti che talvolta riguardano personaggi dei fumetti o del cinema, originando così sequenze di metafumetto: Niccolò II degli Orsini riceve la visita di Yoghi e Bubu, l’omino Michelin si offre come… guida, in alternativa a Virgilio, il lupo di Gubbio ha le fattezze del disneyano Ezechiele (completo di porcellini), e poi ci sono Diabolik, i Ghostbusters, Robocop, Freddy Krueger, e perfino Sailor Moon e Gatto Silvestro! Il risultato è grandioso: centinaia di strisce umoristiche, dal disegno pulito ed essenziale, ma decisamente efficace, trovate riuscite (oddio, di quando in quando qualcuna è un po’ scontata, ma solo in modica quantità) e lettura scorrevole.

La parte più appetitosa è la prima, ovviamente: da sempre, per gli studenti, la parte “migliore” della Divina Commedia è l’Inferno, e la versione marcelliana non fa eccezione. Ed è ovvio che è l’inizio della lettura a colpire e sorprendere di più, tale è la leggerezza con cui Toninelli tratta le cupissime situazioni di Paolo e Francesca, di Ciacco Fiorentino, di Cavalcante Cavalcanti… Proseguendo nello scorrere le pagine, invece, l’effetto-sorpresa diminuisce un po’ e, forse, anche lo stesso autore si è “divertito” di meno trattando il Paradiso, pieno di temi e situazioni più difficili da rivedere umoristicamente. Eppure, state tranquilli: anche in cima all’Empireo troverete di che sorridere.

Durante gli anni, Toninelli ha lavorato e rivisto più volte il suo Dante: dopo la fugace apparizione sull’effimero Off-Side nel 1969, è stato ospite per anni sulle pagine del Giornalino, finché l’autore ha ben pensato di ripercorrere organicamente l’intero Poema (cosa non nuova per lui, che ha rivisitato con la stessa logica anche Odissea, Eneide, Gerusalemme liberata e Promessi Sposi!). L’opera che ne è risultata è stata pubblicata in varie forme editoriali da altri marchi fino a questo volume, con cui Shockdom la propone in un’unica soluzione e a colori. In appendice, c’è pure la biografia del Sommo Poeta, sempre in strip umoristiche. Se non l’avete mai letta, resterete sorpresi. Ma anche se la conoscete già, la Commedia di… Dante & Marcello è tale che sarete obbligati a rivedere i vostri ricordi scolastici. Perché come esorta Toninelli «Fatti non foste a legger comics bruti, ma per seguir storielle di valenza». Clap, clap, clap.

(Antonio Marangi)