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Recensioni

Recensioni di libri a cura de “Il Consigliere Letterario”, Paolo Vitaliano Pizzato.

Cerca l’autore, il genere o il tema di tuo interesse, sono disponibili centinaia di recensioni.

Omaggio alla letteratura disegnata

Recensione di “le Storie. Il boia di Parigi” di Paola Barbato e Giampiero Casertano

 

Paola Barbato e Giampiero Casertano, le Storie. Il boia di Parigi, Sergio Bonelli Editore
Paola Barbato e Giampiero Casertano, le Storie. Il boia di Parigi, Sergio Bonelli Editore

Merita senza dubbio grande attenzione la collana le Storie, nuova iniziativa della Sergio Bonelli Editore. Si tratta di una serie di romanzi a fumetti (e romanzi sono, a tutti gli effetti, per profondità d’analisi, respiro narrativo, scelta dei temi), ma questa volta lascio che a vestire i panni del consigliere letterario e a parlare dell’opera sia un caro amico, Antonio Marangi (che ringrazio per la disponibilità), grande appassionato e soprattutto grande esperto di letteratura disegnata, fondatore e anima instancabile di Sbam! Comics “rivista digitale a fumetti e sui fumetti” (la trovate qui). Eccovi la sua recensione (già comparsa su Sbam!). Buona lettura.


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L’intrinseca follia della coscienza romantica

Recensione di “Racconti notturni” di Ernst Theodore Amadeus Hoffmann

E.T.A. Hoffmann, Racconti notturni, Einaudi
E.T.A. Hoffmann, Racconti notturni, Einaudi

Scrittore, compositore, giurista, Ernst Theodor Wilhelm (nome cambiato nel 1812 in Amadeus in omaggio a Mozart) Hoffmann incarna nello stesso tempo una delle più limpide e affascinanti voci del romanticismo tedesco e la sua coscienza inquieta. La sua prosa, nitida, ordinata, persino rassicurante nel suo svolgersi formale, si carica, nel momento in cui la narrazione prende vita, di richiami angosciosi, suggestioni oscure, rimandi al mondo caotico delle emozioni, al labirinto inesplorato (e per molti versi inesplorabile) della psiche e alle creazioni, di sogno e d’incubo, cui dà vita.


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Il Trecento di Boccaccio, realtà d’oggi

Recensione di “Decameron” di Giovanni Boccaccio

 

Giovanni Boccaccio, Decameron, Mursia
Giovanni Boccaccio, Decameron, Mursia

Dalla città di Firenze, flagellata dalla peste, dieci giovani di elevata condizione sociale (sette uomini e tre donne) fuggono e trovano rifugio in campagna. Qui, per ingannare il tempo e trovar diletto nel reciproco stare insieme, decidono di raccontare ciascuno una novella; fissato un preciso rituale, che prevede l’elezione quotidiana di un “re” cui spetta decidere il tema dei racconti, ecco che la narrazione comincia.


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La fragilità di un uomo, l’immortalità di un dio

Recensione di “Prometeo incatenato” di Eschilo

 

Eschilo, Prometeo incatenato, Garzanti
Eschilo, Prometeo incatenato, Garzanti

La conoscenza, offerta agli uomini come atto d’amore, e il sapere, la preveggenza, la capacità di svelare quel che ancora deve accadere, celata con ostinazione a Zeus, sovrano degli dei, despota potente e terribile il cui trono, appena conquistato, vacilla. Si muove lungo queste direttrici il Prometeo incatenato di Eschilo, il primo dei tre grandi tragici greci, simbolo della nobile tradizione classica e della sua eccellenza culturale, politica e sociale.


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Vite alla periferia della vita

Recensione di “Altri libertini” di Pier Vittorio Tondelli

 

Pier Vittorio Tondelli, Altri libertini, Feltrinelli
Pier Vittorio Tondelli, Altri libertini, Feltrinelli

Musica della disperazione. Armonia letteraria dettata dai richiami allo stile degli autori più amati (Céline e Kerouac su tutti) e da una scrittura sovrabbondante, carnale, insistita, che come una ferita degenerata in piaga affastella fiammeggianti descrizioni di un’umanità alla deriva, abbandonata a se stessa, sospesa in un eterno presente, tempo fuori dal tempo simbolo di un esistere privo di qualsiasi possibilità di riscatto.


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Il viaggio geometrico-filosofico di Edwin Abbott

Recensione di “Flatlandia” di Edwin A. Abbott

 

recensione - Edwin A. Abbott, Flatlandia, Adelphi
Edwin A. Abbott, Flatlandia, Adelphi

Si colloca a cavallo di più generi (o forse ne inventa uno proprio, nato dall’incontro tra la divertita efficacia dell’allegoria e la denuncia puntuale e ineludibile dell’utopia negativa) Flatlandia – Racconto fantastico a più dimensioni, bizzarria narrativa del reverendo Edwin A. Abbott pubblicata per la prima volta (in forma anonima) nel 1882.Leggi tutto »Il viaggio geometrico-filosofico di Edwin Abbott

All’ombra di favole senza lieto fine

Recensione di “Il vuoto attorno” di Angela Carter

 
Angela Carter, Il vuoto attorno, Corbaccio
Angela Carter, Il vuoto attorno, Corbaccio

Un linguaggio di stupefacente ricchezza, ricercato, costruito puntando sempre con decisione alla perfezione formale e poi riempito da una molteplicità di temi; una prosa fascinosa e conturbante che di volta in volta esplora le cupe atmosfere della fiaba gotica, segue con complice partecipazione il crudele, sensuale alternarsi di luci e ombre che alimenta le passioni umaneLeggi tutto »All’ombra di favole senza lieto fine

Un grande scrittore travestito da regista

Recensione di “Saperla lunga” di Woody Allen

Woody Alle, Saperla lunga, Bompiani
Woody Allen, Saperla lunga, Bompiani

1969. Woody Allen debutta al cinema con Prendi i soldi scappa (anche se in realtà il primo lungometraggio, Che fai, rubi?, di cui firma sceneggiatura e regia, è del 1966), spassoso e genialoide finto documentario che racconta le tragicomiche avventure di Virgil Starkwell, ladruncolo fallito capace solo di combinare pasticci.


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La letteratura e il risveglio delle coscienze

Recensione di “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi

Antonio Tabucchi, Sostiene Pereira, Feltrinelli
Antonio Tabucchi, Sostiene Pereira, Feltrinelli

Intendere la letteratura come impegno nei confronti della verità, come rigorosa presa di posizione, come assunzione di responsabilità, come inequivoca dichiarazione d’intenti, come limpida manifestazione del proprio credo politico, sociale, etico. Considerarla, insomma (e dunque utilizzarla), non come fine in sé ma come strumento per qualcosa di più importante, di più significativo: l’oggettiva ricostruzione dei fatti, il loro disvelamento, la loro denuncia.


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Nobili, monaci, cavalieri: sulle tracce di un mondo scomparso

Recensione di “L’autunno del Medioevo” di Johan Huizinga

Johan Huizinga, L'autunno del Medioevo, Rizzoli
Johan Huizinga, L’autunno del Medioevo, Rizzoli

“Ogni epoca agogna a un mondo più bello. Quanto più la disperazione e il dolore gravano sul torbido presente, tanto più si fa intensa quella bramosia. Verso la fine del Medioevo il senso della vita ha per sostrato un’acuta malinconia. La nota di ardita gioia di vivere e di robusta fiducia nella propria forza che risuona attraverso la storia del Rinascimento e quella dell’Illuminismo, si avverte appena nel mondo franco-borgognone del ’400”. Così scrive nell’introduzione al suo saggio più famoso, L’autunno del Medioevo, il grande storico olandese Johan Huizinga.


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