Suite francese e quello che poteva essere

130813SH_226.nefDifficile esprimere un parere puramente artistico quando la materia di un’opera è così seria e, come in questo caso, doppiamente drammatica. La storia di Suite francese arriva dalle pagine di Dolce, romanzo incompiuto di Irène Némirovsky che avrebbe dovuto essere il secondo atto, o “movimento”, di un’ideale sinfonia di parole in cinque parti, ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale. Terribile l’ambientazione, la Francia schiacciata dall’invasione tedesca, e terribile l’epilogo della scrittrice, deportata ad Auschwitz perché ebrea e lì morta di tisi, prima di terminare quel manoscritto che poi è stato recuperato e pubblicato per la prima volta nel 2004, diventando un best seller. 

filmz.ru

Undici anni dopo, il regista inglese Saul Dibb (che aveva già adattato al grande schermo La duchessa di Amanda Foreman, e al piccolo La linea della bellezza di Alan Hollinghurst) decide di portare al cinema la storia di Lucile e Bruno, lei francese lui tedesco, lei confinata con la suocera in una grande casa ad aspettare un marito sposato per convenienza, lui militare destinato a quella casa e un po’ impacciato nel ruolo dell’occupante, che sembra rivestire suo malgrado. La solitudine immensa di Lucile sembra non aspettare altro che l’insperata sensibilità di Bruno a schiudere il suo “cuore in inverno”. E quando i due scoprono di avere in comune l’amore per il pianoforte (Dolce, come Suite francese, sono termini rubati al lessico musicale) inizia un cauto percorso di avvicinamento sentimentale. Tuttavia intorno a Lucile e Bruno c’è una Storia che non fa sconti e sembra ricordare che soffrire per amore è un lusso che non tutti possono permettersi, e che è meglio anestetizzare se intorno c’è una guerra.

_DSC5027.nef

Quindi la nota di merito di questo film, altrimenti troppo sbilanciato verso il sentimentalismo, è il costante ricordare che l’abbandono all’amore è concesso solo per brevi intervalli, senza poter dimenticare che intorno ai due amanti ci sono coppie di altri amanti che si gettano l’uno nell’altra per convenienza, o per consolarsi con il piacere della carne, o per il gusto del corteggiamento, ma soprattutto ci sono la fame, la paura, la miseria, il pericolo. Ci sono contadini che rubano per disperazione e per disprezzo, ci sono nobili che si piegano ai potenti del momento, ci sono lampi umani in chi sembra dominato dall’avarizia e dalla meschinità, e momenti di freddezza anche negli animi gentili. Va verso la comédie humaine dei romanzi francesi più classici la descrizione del villaggio di Bussy e dei suoi disperati abitanti, ma sullo schermo è una descrizione tanto appassionata quanto didascalica e incerta, con tinte un po’ spente anche quando la luce si sofferma sui biondi capelli della virginale Michelle Williams o sul verde intenso dei boschi.

120713SH_605.nef

E nonostante si misuri con tematiche di ampio respiro, o magari proprio per questo, il film non riesce a elevarsi al di sopra di un qualsiasi adattamento televisivo dai toni ora storici, ora romantici, ora melodrammatici. Il cast fa quello che può (Kristin Scott Thomas indossa i suoi comodissimi panni di donna algida e repressa, Michelle Williams comunica un’intensità delicata e sofferta, Matthias Schoenaerts è forse un po’ troppo rigido), ma il film non spicca il volo. E, per una volta, non è una pellicola che valga la pena di vedere in originale: l’accento britannico di tutti gli attori principali (inclusa l’americana Williams) stride con i personaggi francesi che interpretano, creando un effetto straniante che rafforza ulteriormente l’effetto “Mini-serie BBC”.

Suite francese di Saul Dibb, con Michelle Williams, Kristin Scott Thomas, Matthias Schoenaerts, Sam Riley, Ruth Wilson. GB, Francia, Canada 2015. 107 minuti.

4 pensieri su “Suite francese e quello che poteva essere”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.