E nessuno ne restò

Recensione di “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie

Agatha Christie, Dieci piccoli indiani, Mondadori

Se siete attratti da racconti e romanzi gialli e volete innamorarvene una volta per tutte, l’autrice da leggere è senza dubbio Agatha Christie. Su di lei è stato detto talmente tanto che non provo nemmeno a scrivere qualcosa di originale. Mi limito a elencare i pregi della sua scrittura: intrecci perfetti, ottime ambientazioni, caratterizzazioni indovinatissime (e non mi riferisco ai suoi personaggi di maggior successo, come Poirot e Miss Marple, ma a tutti gli altri), humour raffinato e pungente, insuperabile tecnica narrativa. Non a caso, come ben scrive John G. Cawelti, “Agatha Christie si è meritatamente guadagnata l’appellativo di “regina del giallo” […] grazie soprattutto alla notevole ingegnosità delle sue strutture di “indagine e inganno”. Ecco un esempio: un uomo ricco e potente, commettendo un delitto nel passato, ha reso solida la sua posizione sociale. Con l’aiuto di una complice è riuscito a impedire che il delitto fosse scoperto ed è divenuto un uomo con grandi responsabilità e dalla forte influenza. La sua complice gli è rimasta fedele e insieme sono stati in grado di nascondere il loro passato e la loro relazione a tutti i loro conoscenti attuali. L’intreccio giallo ha inizio quando una persona, che conosceva il colpevole o la sua complice in un periodo precedente, entra in scena e sconvolge la situazione minacciando di svelare come stanno le cose. Il testimone del passato, senza volerlo o di proposito, mette al corrente dei fatti un ricattatore senza scrupoli il quale minaccia il colpevole e la sua complice. Essi decidono di uccidere il testimone e il ricattatore, mettendo a punto un piano ben costruito che sfrutta a pieno la capacità di travestirsi della complice. Per assicurarsi di non venire scoperti, il colpevole e la complice non solo trovano abilmente un innocente capro espiatorio, ma fanno in modo che uno di loro risulti fra le vittime designate dell’assassino […]. L’ingegnosità di questa struttura è evidente, infatti fornisce non soltanto l’espediente adatto al compimento del delitto (il travestimento) e un notevole spazio per dei diversivi, ma, cosa ancor più importante, rende anche possibile il tipico rovesciamento dei presupposti, fondamentale per uno schema basato sull’inganno che sia davvero efficace”. Prendendo le mosse da qui, non resta che un ultimo passo da fare per innamorarsi perdutamente del genere (e della Christie, naturalmente); lasciarsi conquistare dalla lettura di quel piccolo gioiello di perfezione letteraria che è Dieci piccoli indiani (in Italia pubblicato da Mondadori nella traduzione di Beata Della Frattina). Continua a leggere E nessuno ne restò