La morte e l’introspezione

Recensione di “Anime senza nome” di Michael Hjorth e Hans Rosenfeldt

Michael Hjorth, Hans Rosenfeldt, Anime senza nome, Einaudi

Sei cadaveri. Uccisi e sepolti nel ghiaccio. Giustiziati e fatti sparire. Cancellati. Dall’esistenza e dalla memoria. Di tutti o quasi. Sei persone assassinate, quattro adulti e due bambini; sei innocenti, con ogni probabilità, strappati alla vita per chissà quale ragione. E nascosti. Per chissà quale ragione. Invisibili. Fino al giorno in cui due escursioniste, due amiche in cerca solo di un po’ di relax, si imbattono in qualcosa che non avrebbero mai voluto vedere: una fossa comune, un ammasso di cadaveri. Questa, in estrema sintesi, la trama di Anime senza nome, terza avventura con protagonista lo psicologo e profiler Sebastian Bergman scritta dalla talentuosa coppia formata da Michael Hjorth e Hans Rosenfeldt (i primi due volumi delle sue cronache sono recensiti in questo blog; nel caso foste interessati trovate qui quel che penso di Oscuri segreti, e qui il mio parere su Il discepolo). Se nei primi due romanzi le storie raccontate avevano nella professione del complesso e tormentatissimo personaggio Bergman il proprio architrave narrativo, questa terza opera si articola su un differente equilibrio. Il fuoco dell’attenzione degli autori, infatti (e di conseguenza anche quello del lettore) si sposta dalle eccezionali capacità di Bergman alla sua enigmatica, labirintica personalità; non a caso, attorno al loro indiscusso protagonista Hjorth e Rosenfeldt costruiscono una storia che sembra fatta apposta per escluderne la partecipazione attiva; e del resto, che contributo può dare un acuto conoscitore dell’animo umano a un’inchiesta che per prima cosa deve restituire l’identità di un gruppo di persone sterminate molto probabilmente già da diversi anni? Eppure Bergman, chiamato a far parte del gruppo di lavoro organizzato dalla polizia di Stoccolma, accetta l’incarico, ed è a questo punto che la vicenda si amplia e cresce fino a diventare due storie diverse, allo stesso tempo intrecciate e parallele. Continua a leggere La morte e l’introspezione