Cascarci sempre

Recensione de “Il circolo Pickwick” di Charles Dickens

A differenza di quanto comunemente si crede, Dickens non è uno scrittore per ragazzi; i suoi romanzi non sono ingenui, né l’universo morale che costruisce può dirsi semplice, o peggio scontato. Spesso nelle sue pagine è l’oscurità a serpeggiare, la tenebra dei peggiori sentimenti umani a palpitare, e il controcanto lieve, spensierato, che l’autore affida all’agire di alcuni personaggi o alla descrizione di determinati momenti altro non rappresenta se non la complessità, la varietà della vita, inestricabile groviglio di tragedia e commedia.
La maestria nell’utilizzo del bagaglio narrativo comico-brillante permette a Dickens di mascherare la forza d’urto dei suoi lavori; in qualche modo lo rende uno scrittore “adatto a tutte le età” ma nello stesso tempo ne cela la profondità, la ricchezza, l’inquietante splendore.
Eppure il “tesoro” Charles Dickens è lì, in piena vista. Riluce nelle storie narrate e soprattutto nell’intaglio dei personaggi, archetipi immortali dei più diversi tipi umani. Avvocati, filantropi, imbroglioni, usurai, aristocratici rigidi e impettiti, popolani tanto schietti da apparir brutali… nel teatro delle meraviglie dickensiano sembra esserci spazio per tutti.
In questa infinita galleria di ritratti, spicca il signor Samuel Pickwick, protagonista, assieme a un gran numero di altri caratteri, di un lungo e divertentissimo romanzo, Il Circolo Pickwick, forse la più allegra e vivace delle sue opere.
Ingenuo e puro al pari di un bambino, Pickwick, e con lui gli amici più cari, membri del circolo che porta il suo nome, vive ogni sorta di avventure; il mondo tende senza sosta i suoi tranelli a Pickwick, a ogni angolo di strada gli prepara una beffa, un’offesa, un danno, e sembra sempre sul punto di annientarlo, ma a dispetto di ogni avversità Pickwick resiste; con una spontaneità, una dolcezza e un’autenticità uniche nella storia della letteratura, Samuel sorride e tende la mano al suo torturatore, mormora garbate parole di gratitudine e si rimette in cammino.
Samuel Pickwick è l’amico che tutti vorremmo avere. Probabilmente è la persona che tutti vorremmo essere. Almeno un po’.
Nell’edizione Grandi Classici Mondadori, Il Circolo Pickwick è arricchito da un saggio introduttivo di G.K. Chesterton. Riporto qui la conclusione del suo scritto; non penso si possa presentare meglio di così l’illustrissimo signor Pickwick. Buona lettura.

A colui che è abbastanza savio da poter essere beffato non mancheranno mai le occasioni di correre avventure e di averne grande gioia. Sarà felice dentro alle trappole che altri gli avranno teso, cadrà nelle reti degli inganni e vi dormirà tranquillamente. Davanti a colui che è pervaso da una dolcezza più disarmante del semplice coraggio, tutte le porte si spalancheranno. E tutto questo è detto senza possibilità di equivoco in una breve e felice frase: cascarci sempre. Cadere in tutte le trappole vuol dire vedere l’interno di ogni cosa. Vuol dire godere l’ospitalità delle circostanze. Con accompagnamento di torce e di trombe, come un ospite d’onore, il semplicione viene colto in trappola dalla vita. Lo scettico invece rimane chiuso fuori. 

Pubblicato da

ilconsigliereletterario

Non c'è molto da dire, in realtà, se non che sopra ogni altra cosa amo leggere e scrivere. Ben più di quel che potrei dire di me lo dicono (peraltro decisamente meglio) i libri che ho letto, e di cui parlo nel blog. E qualche altra cosa la aggiungono i libri che ho scritto. Il mio primo romanzo, Quella solitudine immensa d’amarti solo io (Priamo/Meligrana 2013) è andato di recente in ristampa; il secondo, La logica del mammifero (storia di una madre) (Prospero Editore), è uscito il 2 dicembre 2016. Il terzo romanzo, intitolato Ripaferdine (storie di cortile), è uscito a ottobre 2017 per i tipi di Giraldi Editore. Il quarto è concluso ed è in lettura… e il quinto sta muovendo i primi passi. E oltre a questi lavori ci sono i racconti: William Shakespeare, il texano, pubblicato nella collana Coup de foudre di Aulino Editore, e il volume antologico On the Radio (Morellini Editore), cui partecipo con una storia intitolata La radio all’improvviso. Nel caso da queste parti passasse qualche addetto ai lavori in cerca di buone storie da pubblicare, o meglio ancora di un appassionato cultore di libri con il quale lavorare, lo invito a farsi avanti; mi sento di assicurargli che non se ne pentirà.

1 commento su “Cascarci sempre”

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