Wyoming, terra desolata

Recensione di “Distanza ravvicinata” di Annie Proulx

Annie Proulx, Distanza ravvicinata, Baldini Castoldi Dalai Editore

È la natura a dominare la scena nei racconti di Annie Proulx contenuti nel volume Distanza ravvicinata. Una natura dura, feroce, inospitale. Gli uomini e le donne che la abitano, in qualche modo le assomigliano. I loro corpi hanno la resistenza delle cortecce degli alberi e i loro caratteri esplodono in cortocircuiti di violenza quasi fossero uragani. Così resistono, tirano avanti, vivono. Mentre la fragilità, la debolezza, la paura, e i sogni, le speranze, i desideri, le sfumature d’arcobaleno dell’amore e dell’odio, in un frenetico brulicare d’insetti, respirano nell’oscurità delle anime, custodi dimenticate di quel che resta della loro umanità. I personaggi dei racconti di Annie Proulx esistono nella sconfitta, nella deriva, nella rinuncia; sono dei vinti. Hanno il dolore riflesso negli occhi e la fatica di vivere incisa nella piega amara delle labbra. Eppure si ostinano a vivere, a dare un senso ai propri giorni, e con forza, con l’esausto eroismo degli invisibili, urlano addosso alla terra il loro diritto di esistere. Quella terra che li ha visti nascere e un attimo dopo si è già dimenticata di loro: il Wyoming. Distanza ravvicinata è un libro splendido; Proulx ritrae i suoi eroi con commovente pietà laica; la sua scrittura è aperta, sincera, piena, stilisticamente perfetta. È un atto d’amore. Da uno dei racconti del libro è stato tratto il bellissimo film di Ang Lee I segreti di Brokeback Mountains.

Ora la parola ad Annie Proulx e alla sua fulminante “presentazione” del Wyoming.

Terra minacciosa e indifferente: per quella sua immutabilità le tragedie della gente non contano nulla, anche se i segni della sventura sono visibili ovunque […]. Altre culture hanno piantato le tende qui e sono scomparse. Soltanto cielo e terra contano. Soltanto il diffondersi della luce mattutina ripetuto all’infinito. Cominci ad accorgerti che Dio non ci deve molto, oltre a questo.

Pubblicato da

ilconsigliereletterario

Non c'è molto da dire, in realtà, se non che sopra ogni altra cosa amo leggere e scrivere. Ben più di quel che potrei dire di me lo dicono (peraltro decisamente meglio) i libri che ho letto, e di cui parlo nel blog. E qualche altra cosa la aggiungono i libri che ho scritto. Il mio primo romanzo, Quella solitudine immensa d’amarti solo io (Priamo/Meligrana 2013) è andato di recente in ristampa; il secondo, La logica del mammifero (storia di una madre) (Prospero Editore), è uscito il 2 dicembre 2016. Il terzo romanzo, intitolato Ripaferdine (storie di cortile), è uscito a ottobre 2017 per i tipi di Giraldi Editore. Il quarto è stato pubblicato, ancora con Prospero Editore, il 14 marzo 2019; si intitola Trenta denari (una storia d'amore). E oltre a questi lavori ci sono i racconti: William Shakespeare, il texano, pubblicato nella collana Coup de foudre di Aulino Editore, e il volume antologico On the Radio (Morellini Editore), cui partecipo con una storia intitolata La radio all’improvviso. Nel caso da queste parti passasse qualche addetto ai lavori in cerca di buone storie da pubblicare, o meglio ancora di un appassionato cultore di libri con il quale lavorare, lo invito a farsi avanti; mi sento di assicurargli che non se ne pentirà.

1 commento su “Wyoming, terra desolata”

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